TORNA LA PROPOSTA DEI 150 ORARI IN AUTOSTRADA

Torna la proposta dei 150 orari in autostrada.
I 150 in autostrada? Nonstante i tanti studi che dimostrino la pericolosità della cosa, si torna all’assalto per far passare il progetto. Martedì nell’Aula della Camera arriva la discussione sulla riforma del codice della strada che nel luglio scorso – a causa delle perplessità della Ragioneria per gli aggravi finanziari previsti e per la caduta del governo Lega-M5s – subì lo stop prima di arrivare nell’emiciclo, nonostante il consenso unanime della maggioranza e dell’opposizione in Commissione TrasportI.
Va bene, quei pareri non sono ancora arrivati ma il calendario verrà rispettato, soprattutto se la proposta di legge Costa che punta a bloccare la riforma della prescrizione del Guardasigilli Bonafede dovesse essere rispedito come pare in Commissione Giustizia.

LO STUDIO: 400 MORTI IN PIù CON IL LIMITE A 150

Al di là del giudizio della Ragioneria ci sono comunque ancora alcuni nodi da sciogliere: se applicare o meno il divieto di fumo per i guidatori e se innalzare la velocità in alcuni tratti autostradali a 150 km/h (la Lega riproporrà l’emendamento in Aula ma il governo e la maggioranza non dovrebbero dare parere favorevole).
n ogni caso si tratta di “un ritorno di fiamma” che fa riflettere perché nello stesso tempo la Germania, alle prese con un calo della produzione di circa mezzo milione di vetture nel 2019 (e la prospettiva di decine di migliaia di licenziamenti), vede l’industria automobilistica cerca di difendere uno dei capisaldi nazionali della ‘cultura delle quattro ruote’, ovvero l’assenza di limiti di velocità.

Così il portavoce della Vda, l’associazione di settore tedesca, ha ribadito l’opposizione delle imprese all’introduzione di un tetto sulle autostrade tedesche come misura per ridurre le emissioni di biossido di carbonio.

La nuova presa di posizione arriva in risposta all’ ‘apertura’ in proposito fatta dal principale club degli automobilisti tedeschi, l’Adac, che vanta otlre 21 milioni di soci. Al momento su circa il 70% delle Autobahn non esiste alcun limite di velocità, una situazione unica in Europa e considerata un ‘punto di orgoglio’ per milioni di automobilisti tedeschi.

Sul tema però si sta accendendo un dibattito anche politico, come testimoniato dalla recente mozione (bocciata) dei Verdi in Parlamento per introdurre un limite di velocità. Oggi anche l’Adac si dice “non più pregiudizialmente” contraria all’idea di un tetto e ha invitato a condurre uno studio complessivo sull’introduzione dei limiti sulle Autobahn.
Di certo non mancheranno le polemiche: “In Italia – spiega infatti l’Asaps, associazione amici polizia stradale, la ricerca del consenso passa spesso anche attraverso la proposta di aumento dei limiti, e anche attraverso il condizionamento totale degli autovelox fino alla loro criminalizzazione che ora arriva a lambire anche l’uso degli etilometri. I 150 sono uno spot! Non serviranno a niente. Correremo di più per fermarci poi più spesso in coda”.

“È matematico – spiega Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, più velocità più tamponamenti, più interruzioni in coda. L’aumento della velocità servirà per consumare di più e inquinare di più! Saremmo l’unico Paese del mondo che vuole alzare i limiti! Ci sarà poi forse da rivedere completamente il sistema del prelievo punti patente. Infatti allo stato delle cose arriveremo all’assurdo che potremo andare fino a 200 km/h (200-5%=190 e siamo entro i 40 km oltre il limite) con appena il prelievo di 3 punti. Così ne toglieremo 5 a chi non allaccia le cinture e fa male solo se stesso e ne toglieremo 3 a chi rischia di massacrare gli altri andando a 200 km/h di media pagando se gli va male appena 173 euro (che si riducono ad appena 121,10 se si paga entro 5 giorni) euro e appunto 3 punti m, quando il 90 % dei patentati ne ha a disposizione 3”.

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